Mi trovavo a casa di
Annamaria, la sarta consigliatami da mia madre. Dovevo sistemare un completo
appena comprato che avrei dovuto usare in una cerimonia. La donna fu molto
gentile e mi fece accomodare nella sua casa. Per permettermi di indossare
l’abito e i pantaloni annessi, mi permise di usare uno stanzino. Ecco quello
che ci trovai.
Gli stivali stipati in quella sorta di scarpiera calamitarono subito la mia attenzione.
Erano davvero interessanti e
sembravano essere parecchio usati. Non esitai a prenderli e posarli sul
pavimento per osservarli meglio.
Con il cellulare mi misi poi a fotografarli. Prima di lato.
Volli quindi infilarci una mano dentro per sentirne la consistenza e la fodera interna. Erano accoglienti al tatto.
Quindi una bella inquadratura della suola.
Quindi li poggiai a terra.
Avevo troppa voglia di segarmi. Ma come fare? Annamaria mi attendeva e io non
potevo di certo presentarmi da lei col cazzo in tiro. Per mia fortuna suonarono
alla porta e così capii come avessi un’opportunità.
Dovevo fare in fretta. Mi
iniziai a segare usando lo stivale. Infilataci dentro una mano la usavo insieme
alla calzatura per stringermi il cazzo e darmi piacere.
Con la voce di Annamaria in sottofondo che parlava con quella che ipotizzavo essere una cliente, venni copiosamente sullo stivale, imbrattandolo di sperma bollente.
Sebbene appagato e coi minuti contati, non volli perdere l’occasione di immortalare meglio il risultato.
Potevo anche lasciarli così ma
visto il via vai di gente temevo che la cosa potesse venire fuori.
Rispetto al mio solito modus
operandi, volli spalmare lo sperma depositato sullo stivale lungo tutta la
superfice con un fazzoletto.
continua…
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