giovedì 13 agosto 2026

A CASA DELLA SARTA. 02 - Rieccomi

Alla fine poi mi provai il completo e mi presentai dalla sarta come se nulla fosse successo. Annamaria, con professionalità, prese le misure apponendo gli spilli dove riteneva più opportuno. Una volta terminato mi fece ricambiare e prima di congedarmi mi diede appuntamento ad una settimana circa di distanza.     




Una volta giunto a casa sua mi mostrò il completo e mi invitò a provarlo. Mi recai quindi nella stanzetta dove ritrovai gli stivali in pelle marrone. Questa volta volevo occuparmi del loro interno, pertanto iniziai con immortalarne la fodera. Emanavano un discreto odore che annusai con piacere. Venne poi il momento di divertirmi con loro.




La sborrata fu copiosa.




Completai l’opera scattando queste fotografie. Ora la mia sborra si sarebbe seccata anche all’interno di quegli stivali. Provai quindi il mio abito e ne rimasi piacevolmente soddisfatto. Ringraziai Annamaria del lavoro e sotto i baffi per avermi dato la possibilità di battezzarle per ben due volte gli stivali. Me ne andai pensando già a quale altro capo di abbigliamento avrei potuto farmi sistemare.

 

 

Fine.

A CASA DELLA SARTA. 01 - Prova d'abito

Mi trovavo a casa di Annamaria, la sarta consigliatami da mia madre. Dovevo sistemare un completo appena comprato che avrei dovuto usare in una cerimonia. La donna fu molto gentile e mi fece accomodare nella sua casa. Per permettermi di indossare l’abito e i pantaloni annessi, mi permise di usare uno stanzino. Ecco quello che ci trovai.



Gli stivali stipati in quella sorta di scarpiera calamitarono subito la mia attenzione.




Erano davvero interessanti e sembravano essere parecchio usati. Non esitai a prenderli e posarli sul pavimento per osservarli meglio.




Con il cellulare mi misi poi a fotografarli. Prima di lato.



Volli quindi infilarci una mano dentro per sentirne la consistenza e la fodera interna. Erano accoglienti al tatto.



Quindi una bella inquadratura della suola.



Quindi li poggiai a terra. Avevo troppa voglia di segarmi. Ma come fare? Annamaria mi attendeva e io non potevo di certo presentarmi da lei col cazzo in tiro. Per mia fortuna suonarono alla porta e così capii come avessi un’opportunità.




Dovevo fare in fretta. Mi iniziai a segare usando lo stivale. Infilataci dentro una mano la usavo insieme alla calzatura per stringermi il cazzo e darmi piacere.  



Con la voce di Annamaria in sottofondo che parlava con quella che ipotizzavo essere una cliente, venni copiosamente sullo stivale, imbrattandolo di sperma bollente.




Sebbene appagato e coi minuti contati, non volli perdere l’occasione di immortalare meglio il risultato.



Potevo anche lasciarli così ma visto il via vai di gente temevo che la cosa potesse venire fuori.



Rispetto al mio solito modus operandi, volli spalmare lo sperma depositato sullo stivale lungo tutta la superfice con un fazzoletto.

 

 

continua…