giovedì 7 novembre 2024

SANTIFICARE LE FESTE

In questi giorni, tra la festa di Ognissanti e la commemorazione dei defunti, ho deciso di mostrarvi una visita fatta parecchi anni fa ad un sacrario. Chiaramente non aspettativi fotografie di monumenti o effigi di Santi bensì si tratta di immagini di alcune stivalate.




La prima donna in stivali che valeva la pena di immortalare la trovai sui gradini esterni che conducevano alla chiesa.




Non feci tempo ad affiancarmi a lei e a cominciare a riprenderla che subito si mise a muovere i piedi, passando da una lieve flessione di quello destro a qualcosa di più vigoroso come dalle immagini seguenti.




Si trattava infatti di un allungamento in avanti della gamba con conseguente battito del tacco dello stivale contro il gradino al momento di ritrarla.




Qui lo stesso gesto ma fatto con la gamba destra.




Eccola ripartire poi con la gamba opposta.




Quindi un rapido battito del tallone prima con lo stivale destro e poi il sinistro.



A quel punto la donna, di cui sinceramente non rammento le fattezze, decise di scendere dai gradini.




Continuai ovviamente a riprenderla.




Eccola infine allontanarsi. Per mia fortuna vi era subito qualcun’altra verso cui riporre la mia attenzione.




Si trattava in questo caso di una bambina che calzava degli stivali scamosciati rosa. Questi apparivano decisamente macchiati da quello che ben presto mi resi conto essere del fango.



Ritenendo fosse un buon momento per entrare nel sacrario eccomi in coda insieme a lei.




Ovviamente non si trattava di un paio di calzature sexy ma la presenza di quella sporcizia sugli stivali li rendeva interessanti.




Mentre li guardavo mi rammaricavo di non averli notati mentre calpestavano il terreno di qualche aiuola.




Qui forse si nota meglio lo sporco.



La posizione assunta dalla bambina sui banchi della cappella fu molto favorevole per notare i residui di fanghiglia.



Chissà se era già stata rimproverata o meno dai genitori per aver ridotto in quello stato gli stivali. E chissà se la mamma sarebbe riuscita a dargli una ripulita una volta a casa.



Anche nel corso dell’uscita dal luogo in cui ci trovavamo mi portai alle sue spalle.




Queste fotografie le scattai passandole di fianco mentre la superavo.




Le ultime immagini degli stivali infangati prima di andarmene.  




Prima di lasciare il luogo sacro decisi di fare una capatina al bar trovando anche in questo caso un paio di stivali niente affatto male.




Pure ora mi trovavo dinnanzi un paio di stivali del tipo scamosciato. La proprietaria però era una donna di mezza età e le calzature erano di colore marrone chiaro.




Mi aggiravo alle sue spalle come un avvoltoio intorno alla preda.




Che bello spacco che avevano sulla parte retrostante quegli stivali.



Mi allontanai da lei scattando quest’ultima fotografia. Come avrebbero avuto bisogno anche queste calzature di belle macchie di fango o qualcosa d’altro.  

 

 

Fine.

giovedì 10 ottobre 2024

AQUARIUM VOL. 01 - 03 - Il risvolto

Ho concluso il paragrafo precedente senza raccontarvi di come avevo lasciato la struttura. Beh, riposta la fotocamera utilizzai della carta igienica per rimuovere la grande quantità di sperma che avevo depositato sullo stivale. Incurante di potermi sporcare, nascoste nuovamente sotto la mia felpa riportai con non poca preoccupazione le calzature al loro posto. Venne quindi il momento di riparlare con la segretaria. Per mia fortuna era ancora impegnata così a distanza la ringraziai del tour e le dissi che mi sarei fatto vivo. Nei giorni a venire ero dibattuto. Da un lato temevo che quanto fatto potesse essere stato scoperto dalla proprietaria e dall’altro quel luogo era un potenziale bacino di seghe. Alla fine prevalse il desiderio animalesco di cacciare qualche altro stivale. Feci ritorno così all’Aquarium munito di borsa col cambio e quant’altro utile per fare attività sportiva. Mi iscrissi ed ebbi quindi accesso alla struttura. Le prime volte non ebbi modo di reperire nulla di interessante ma almeno mi potevo tenere in forma. Poi col passare del tempo mi imbattei in scarpe e stivali che avrò modo di mostrarvi col tempo a venire. Quindi siate pazienti. Intanto per concludere la storia degli stivali grigi godetevi il mio secondo ed ultimo incontro con loro.




Sul pavimento vi erano gli stivaletti grigi della scorsa volta. Avvicinatomi compresi come fossero proprio loro sebbene vi fosse una leggera differenza. La parte superiore infatti era stata risvoltata.  



Prima di prenderli mi avvicinai a loro. Giunto quasi sopra scattai questa fotografia. Venne quindi il momento di afferrarli e portarli con me per la seconda volta.



Raggiunto nuovamente un gabinetto prosegui nel fotografare gli stivali.




Ad un primo esame apparivano in perfette condizioni.



Un’occhiata a quello che sarebbe stato il mio obiettivo quel giorno.



Spostato il risvolto notai il danno che avevo arrecato la volta precedente.




Credo che se non vi fosse stata l’opportunità di usare questo escamotage, sarebbero già finiti in qualche bidone della spazzatura.




Dopo aver scattato queste fotografie diedi il via ad una bella sega.




Ecco il risultato. Questa volta scaricai il mio piacere all’interno di uno dei due stivali. Sebbene alcuni goccioloni avessero colpito la tomaia laterale, la maggior parte dello sperma si era depositato sulla soletta interna. La volta precedente avevo ripulito quanto fatto, questa volta no. Pensai come queste scarpe avessero i giorni contati. Tanto valeva accelerare questo procedimento. Tanto l’abbonamento alla struttura l’avevo fatto, non sarei rimasto certamente a mani vuote.  

 

 

Fine.