Mi aspettavo che Clara mi
proponesse di uscire la sera, ma invece mi invitò a casa sua nel primo
pomeriggio. Pensavo altresì come saremmo usciti ma invece appena varcata la
porta la giovane mi disse che aveva casa libera. Capii allora come la mia ex
compagna del liceo volesse cazzo. Al mio sorriso rispose con uno altrettanto
smagliante. Non appena chiusi la porta alle mie spalle mi mise le braccia al
collo e avvicinandosi al mio viso mi diede un bacio stampo. Quindi si staccò
penso in attesa della mia reazione. La fissai per qualche istante e poi fui io
ad avvicinarmi al suo faccino per ficcarle la lingua in bocca. Cominciammo così
a limonare mentre le mani scorrevano sui rispettivi corpi. Sentii le sue dita
scorrermi lungo la schiena e il petto mentre io invece allungai le mie mani sul
suo fondoschiena per stringerglielo subito. Il fatto che indossasse jeans e gli
stivali della scorsa volta in treno mi fecero montare subito l’erezione che
volli fargliela sentire dopo averla stretta a me. I baci si susseguivano mentre
cominciavamo a spogliarci a vicenda. Le tolsi il dolce vita che indossava, così
da poter vedere come sotto indossasse solamente un reggiseno. Presi a palparle
le tette mentre lei mi levava la felpa. Calpestammo così gli indumenti predetti
mentre senza staccarci e interrompere il bacio appassionato lei mi trascinò
nella camera da letto dei suoi genitori. Toltole il reggiseno presi a
baciarle il seno e mordicchiarle i capezzolini già turgidi. Emise alcuni
mugolii di godimento che contribuirono a rendermi ancora più virile. La spinsi
così sul letto rimanendo in piedi dinnanzi a lei. Mentre mi guardava vogliosa
le afferrai una gamba. La presi per lo stivale. Finalmente avevo modo di
sentire la pelle di quella calzatura tra le dita. D’istinto me lo portai
all’inguine, facendo in modo che il collo della sua caviglia fasciata dallo
stivale andasse a contatto con il mio membro. Iniziai a sfregarmelo dicendole:
“Senti com’è duro?”. La ragazza si morse le labbra prima di rispondermi
positivamente. Ripetei quel movimento per alcuni secondi perché non vi nascondo
che era un desiderio a cui avevo pensato spesso a casa prima di quell’incontro
e dopo aver fatto il viaggio in treno con lei e averla vista sfregare lo
stivale contro il sedile. Le chiesi allora se volesse il mio cazzo duro e Clara
non si fece attendere nel rispondermi. Le tolsi allora lo stivale lanciandolo
sul pavimento. Poi feci lo stesso con l’altro così che ora nulla mi impediva
più di levarle i jeans e il perizoma che vidi sotto di essi. Una volta rimasta
nuda la giovane si alzò e posizionatasi tra le mie gambe mi slacciò i pantaloni
e me li abbassò insieme alle mutande. Davanti al mio cazzone duro, senza preamboli se lo portò in bocca cominciando a succhiarmelo. “Cazzo
sii, così, succhiamelo!” le dissi incitandola. La bocca di Clara sembrava
famelica, mi succhiava con passione il cazzo durissimo. Portai le mani dopo un
po' sulla sua nuca, per spingerla a fondo contro il mio inguine. Presi a dare
forti colpi col bacino così da scoparle la bocca. Le avrei voluto dare della
troia ma mi trattenni e così mi limitai a: “Succhia, succhia cazzo, prendilo in
bocca…”. Quando poco dopo cominciò a tossire lasciai la presa così da
permetterle di riprendere fiato. La spinsi nuovamente sul letto
prima di inginocchiarmi e trovarmi dinnanzi alla sua figa. Le aprii le cosce e
mi fiondai immediatamente sul suo sesso per leccarla con avidità. Era
profumata, sicuramente si era lavata per prepararsi all’incontro. Leccavo con
foga le sue grandi labbra mentre con le dita le stimolavo il clitoride. I
gemiti di piacere che la mia amica emetteva mi stimolarono a leccare con
maggior impegno. Volevo farla impazzire. Volevo che mi pregasse di scoparla. E
infatti, dopo alcuni minuti, Clara fu prima scossa da un orgasmo e quindi mi
disse: “Mettimelo dentro, lo voglio dentro.”. Sollevatomi, con lo sguardo da
vero maiale, presi così il preservativo che mi ero portato. Ne strappai la
confezione mentre osservavo la mia amica toccarsi la fica con le mani dopo
averle leccate. Messo il goldone mi abbassai prendendo in mano il cazzo. Lo
sfregai per un paio di volte sulle sue grandi labbra per poi infilarglielo
dentro. Feci piano perché la sentii gemere. In un attimo le fui dentro
completamente. Clara aveva la figa calda e bisognosa di cazzo. Mi misi pertanto
a spingere. Avanti e indietro la stavo finalmente scopando. La giovane alzò le
gambe verso l’alto mentre io affondavo il mio membro in lei. La scopai così per
un po' fino a quando lei stessa mi chiese di metterglielo nel culo. A quella
richiesta che non mi aspettavo mi venne normale darle della troia. Clara però
non si offese. Mentre glielo tolsi dalla figa, tutta contenta, la ragazza si
voltò mettendosi alla pecorina. La tirai così verso di me dopo essere sceso dal
letto. “Sputaci sopra…” mi disse. Rimasi per un attimo interdetto a quelle
parole. Così mi venne spontanea una domanda: “L’hai già preso dietro?”.
Voltando la testa per guardami, la ragazza, con estrema naturalezza mi rispose
di si. Allora tutto eccitato mi abbassai sul suo fondoschiena. Glielo
accarezzai per un attimo mentre col volto mi affacciavo all’orifizio. Rimasi
imbambolato per un attimo finché poi con coraggio presi a sputarle sul buco. Lo
feci per due o tre volte perché ci presi gusto. Mentre notavo la mia saliva
intorno al suo ano, colarle un po' dentro e un po' fuori, Clara mi sorprese per
la terza volta in quel pomeriggio dicendomi come se avessi voluto avrei potuto
penetrarla senza preservativo. Le chiesi se le piacesse di più e lei fece si
con il capo. Tolto il preservativo e lasciato cadere sul pavimento, puntai il
cazzo marmoreo al suo buco del culo. Raccolsi della saliva che colava sulla
cappella e quindi iniziai a spingere. Con più facilità di quanto mi aspettassi,
il cazzo le entrò nell’ano. Gemette Clara, incitandomi a scoparla. Non me lo
feci ripetere. Presi a spingere con foga. Eravamo entrambi arrapati che
cominciammo a fare versi di godimento. Le stringevo il sedere con le mani, le
davo pacche sul culo mentre la vedevo dimenarsi dal piacere. Portai poi le mani
ai suoi fianchi e una volta tenuta saldamente, le mie spinte aumentarono
considerevolmente. Andai avanti ancora per un paio di minuti finché non
resistetti più. Le urlai di piacere che stavo per venire e anche lei fece
altrettanto. Mi scaricai nel suo culo senza smettere di tenerla. Tremavo mentre
sentivo i fiotti riempirle l’ano. Quindi lo tolsi dal suo culo e mi andai a
coricare a fianco a lei sul letto. Clara si voltò e i nostri occhi si
incrociarono. Quindi ci baciammo, a stampo e poi con la lingua. “Che scopata!”
le dissi e lei ammiccando mi disse: “Ci voleva…”. Allora continuai: “Te lo
dovevo, sono stato uno stronzo come gli altri al liceo, non ti meritavi…”
quando venni interrotto da lei: “Non è vero, tu non mi hai trattata male…se no
non mi sarei fatta scopare.” e si mise a ridere. Io feci altrettanto quando lei
continuò: “Mi sei sempre piaciuto a scuola ma non ci hai mai provato.
Evidentemente non era destino.”. Le sorrisi prima di alzarmi dal letto. Mentre
lei si copriva il corpo nudo con le lenzuola e le coperte facendomi intendere
come non si volesse alzare ma riposare dopo la piacevole scopata, notai sul
pavimento i suoi stivali. Le chiesi se potessi usare il bagno e lei senza
nemmeno sollevarsi, ma solamente a parole mi rispose: “Ovviamente, è infondo al
corridoio. A quel punto, visto che mi dava le spalle, raccolsi da terra oltre
ai miei indumenti una delle sue calzature e quindi mi diressi alla toilette.
.JPG)
.JPG)
Mi misi a scattare queste
fotografie allo stivale di Clara. Prima esternamente e poi internamente.
Purtroppo non puzzavano come
speravo.
.JPG)
La suola appariva
discretamente usurata.
.JPG)
.JPG)
Maneggiare quegli stivali
risvegliò il mio amico tra le gambe.
Presi così a masturbarmi nel
bagno, mentre annusavo e stringevo con l’altra mano la calzatura della mia
amica. Nel frattempo pensavo a lei, ignara di tutto a godersi un meritato
riposo dopo il rapporto sessuale di prima. Avevo assaggiato la sua bocca, la
sua figa e persino il suo culo. Ora non restava altro che il suo stivale.
Infilai il cazzo nello
stivale, mi ci segai dentro e poi fuori strusciandolo lungo la pelle della
calzatura. La mia masturbazione durò alcuni minuti finché non riversai il mio
seme denso, bianco e caldo dentro lo stivale della mia amica. Essendo già
venuto prima, la mia fu una sborrata modesta, lo riconosco, ma quei 9/10 grumi
immortalati qua sopra marchiarono a dovere la calzatura di Clara. Era dal
viaggio fatto assieme in treno che ci pensavo e ora ero riuscito a portare a
termine il mio desiderio. Non solo mi ero fatto la mia ex compagna di liceo ma
anche il suo stivale.
Fine.