lunedì 11 luglio 2022

DONNE DELL'EST

In questo mondo globalizzato e multietnico è facile spesso incontrare persone che vengono da altri Paesi. Di donne dell’est se ne vedono molte, tante giunte per trovare un lavoro e magari inviare parte del denaro guadagnato alle loro famiglie rimaste nel Paese di origine. Un giorno, facendo una camminata ne incontrai bene tre, tutte con indosso un indumento che le accomunava.




La prima era bionda ed era vestita di jeans. Di quel materiale erano infatti sia la giacchina che i pantaloni che portava. Ai piedi poi calzava degli stivali di pelle bianchi con un tacco squadrato.




Camminava con passo spedito ma la raggiunsi e mi affiancai a lei sotto a dei portici da dove continuai a riprenderla.




Aveva davvero una discreta falcata e sembrava che quegli stivali non le creassero alcuna difficoltà.




Poco dopo raggiungemmo un incrocio e la donna dovette fermarsi per via del semaforo pedonale rosso. Affiancatomi a lei riuscii ad immortalarla meglio come potete vedere, facendole una panoramica dall’alto verso il basso.




La bionda che era intenta a fumare indossava degli stivali bianchi traforati, molto aderenti alle sue gambe.




Aveva un bel fisico sebbene non fosse più giovanissima da quel che potevo vedere. Si difendeva ancora e l’abbigliamento che indossava non la faceva comunque passare inosservata. Con quel bel culo e gli stivali bianchi, al “badato” non andava di certo male.




Lasciata la donna dagli stivali traforati proseguii la mia passeggiata incrociando più tardi un’altra badante.



Si trovava dall’altra parte della strada e così non ci pensai due volte ad attraversare e ad invertire il mio senso di marcia. Mi misi quindi alle sue calcagna riprendendola. Anche in questo caso avevo dinnanzi una bionda, fumatrice, con un giacchetto di jeans e degli stivali bianchi.




Come pantaloni portava dei leggins neri molto aderenti.




Gli stivali che stavo osservando erano più corti dei precedenti, meno aderenti alle gambe ma morbidi e larghi tanto da arricciarsi leggermente intorno alle caviglie della loro proprietaria nel corso della camminata. Il tacco poi era un po' squadrato ma meno grosso di quello della precedente.




Forse per la presenza di minor traffico, il tacchettio di questi stivali era più udibile di quelli precedenti.



Più li guardavo e credo che preferissi queste calzature alle precedenti. Mi eccitavano di più e sembravano anche maggiormente vissute da parte della loro proprietaria.




Anche in questo caso le ultime immagini furono scattate nei pressi di un incrocio mentre ci trovavamo in attesa di attraversare la strada. Riuscii a immortalarla da capo a piedi ma molto velocemente temendo di essere notato dalla donna.




Infine, al calar della sera, ecco l’ultima bionda incontrata e ripresa durante la giornata.




Anche qui abbiamo dei jeans e degli stivali bianchi, di modello questi ultimi che ricordavano maggiormente quelli della prima donna incontrata. In questo caso feci meno fotografie perché pochi istanti dopo la bionda entrò in un negozio ove non la seguii. Le tre donne, tutte con accento dell’est Europa che ho avuto modo di ascoltare mentre le seguivo mi hanno offerto un bello spettacolo. Ipotizzandone l’impiego da badanti, accumunate dal capello chiaro, da un fisico niente male, da jeans aderenti e soprattutto dalla scelta di calzare stivali in pelle di colore bianco, che sempre trovo appariscenti e sexy, mi hanno fatto almeno sperare, sempre che non cambino le modo anche per loro, che anche per la mia vecchiaia forse c’è speranza.  

 

 

Fine.

domenica 5 giugno 2022

WHAT WOMEN WANT

Trovai questi stivali nella scarpiera di casa di un amico. Ero da lui insieme ad altri ragazzi, invitati per un post cena a base di svariate partite di poker “Texas Hold’em” vista l’assenza dei suoi genitori.




Conoscevo la madre del padrone di casa, una bella donna e quindi fui spinto ad aprire quell’armadio con una certa speranza quando me lo ritrovai davanti. Appena li vidi li presi e li portai subito con me in bagno.




Erano stivali in pelle, di colore nero, con una zip laterale e un tacco a spillo davvero aggressivo. Più li ammiravo e rigiravo tra le mani mi convincevo sempre più come fossero da vera troia.



Immortalai questo particolare del tacco, chiedendomi tra me quante volte fosse sprofondato in qualche terreno o come doveva essere veemente e deciso il rumore che provocava battendo contro un pavimento.



Quindi aprii la zip lungo il gambale immaginando quanto fosse porca la madre del mio amico ad indossarli magari indossando una bella calza velata.



Poi venne il momento di controllare la soletta interna in cui ci trovai incisa la scritta “What Women Want”. La prima cosa che mi venne in mente, ammetto fu il film interpretato da Mel Gibson, ma poi ovviamente pensai ad altro. Non pretendo di sapere cosa vogliano le donne ma sicuramente, la madre del mio amico, calzando queste calzature, l’unica cosa che pensai volesse fosse un bel cazzo.  




Scattai altre fotografie mentre il cazzo mi si drizzava nei pantaloni.




Sia la suola che il tacco comunque apparivano usurati e ciò mi faceva pensare come la donna fosse affezionata a queste calzature, avendole sia usate spesso che deciso di tenerle ancora riposte nella scarpiera e non disfarsene.



Sebbene me la stessi prendendo comoda visto che ero stato subito estromesso dall’ultima partita, decisi come fosse venuto il momento di divertirsi un po'.



Appoggiai gli stivali sul bidet per un’ultima foto assieme e quindi, dopo essermelo tirato fuori, presi a masturbarmi, pensando alla madre del mio amico scopata a pecora, nuda con solo questi stivali indosso.



Trattenendo i grugniti animaleschi ma non riuscendo a non apostrofarla come una puttana, riversai il mio sperma all’interno dello stivale.



Quegli stivali da troia mi avevano eccitato come un vero porco. Ero soddisfatto del risultato ma amareggiato che la proprietaria non vi avesse potuto assistere perché credo non le sarebbe dispiaciuto.



Siccome dovevo ancora orinare e questi stivali avevano anche un non so che di fetish, potete immaginare cosa feci poco dopo con lo stivale sinistro che posizionai come potete notare all’interno del wc.




Puntato il pene sugli stivali iniziai poco dopo a fare fuoco con un forte getto di urina.



Mi spostavo da destra verso sinistra e viceversa.




Non volevo che nemmeno una goccia mancasse di colpire l’interno di quella calzatura. Volevo inondarle lo stivale di piscio caldo perché era quello che si meritava.




Qui potete vedere anche quando misi maggior pressione spingendo forte il getto contro lo stivale. Era così forte che notai come intorno al gabinetto, sul pavimento si andassero a depositare le gocce dell’urina che sbatteva sulla pelle della scarpa.




Poi, dopo poco il getto ebbe fine.




Avevo terminato il mio doppio lavoretto. Entrambi gli stivali avevano ricevuto una bella dose di liquido. Mi ero proprio divertito ma ora dovevo rimettere quelle calzature al loro posto. Mentre quella riempita con lo sperma la riposi in quello stato, non posso dire altrettanto per l’altra che dovetti quantomeno svuotarne il contenuto nel gabinetto perché ne era fin troppo piena. Tuttavia le lasciai così all’interno della scarpiera sperando da un lato che la madre del mio amico se ne sarebbe accorta. Alla fine avrebbe dovuto aspettarselo perché questo era quello che si meritavano i suoi stivali e probabilmente anche lei.   

 

 

Fine.