Io e
altri frequentatori dell’oratorio eravamo stati invitati alla cena che si
sarebbe tenuta per festeggiare la fine dei lavori di ristrutturazione che
avevano visto coinvolto lo stabile della parrocchia. Quando scattai le
fotografie che seguono mi trovavo nell’abitazione della mia amica Chiara. Con
noi c’era anche un’altra ragazza con cui dovevamo andare all’appuntamento di
cui sopra. Sebbene l’occasione non potesse essere definita di gala, le due
donzelle si stavano preparando come se invece lo fosse. Ormai erano prossime
alla matura età e non volevano pertanto sfigurare, ma come la pensavo io,
ovviamente più terra terra, intendevano far drizzare qualche cazzo.


Alla fine le due decisero di
mettersi gli abiti che vedete in queste due fotografie. Chiara optò per un
vestitino blu molto carino ma secondo me più indicato per una cerimonia. L'altra invece, scelse una sorta di maxi maglia con dei
leggings e degli stivaletti scamosciati. Prima di arrivare a ciò e immortalarlo
con la mia fotocamera, mentre le due erano ancora indecise e frugavano tra
armadi e sacchetti, io ebbi modo di girare per casa e trovare qualcosa di
interessante.
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Sul davanzale di una finestra
ecco che qualcosa richiamò la mia attenzione.
Una volta aperta reperii un
paio di stivali in pelle, di colore verde scuro.
Tranquillizzato nel sentire le
due ragazze confabulare in camera e rassicurato dal fatto che in casa non ci
fosse nessun altro, mi misi ad esplorare meglio quelle calzature.
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Mentre li maneggiavo e
fotografavo mi chiesi se fossero di Chiara perché mai glieli avevo visti
addosso.
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Volli dare ovviamente
un’occhiata all’interno degli stivali, percependone così una discreta fragranza
fuoriuscirne.
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Quindi ci infilai dentro una
mano, così da percepire quello che la proprietaria dovesse provare nel calzarli.
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Apparivano discretamente
usurati.
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Le condizioni in cui versavano
le suole e il tallone confermarono quanto detto pocanzi. Esclusi che gli
stivali fossero di Chiara. Probabilmente appartenevano a sua sorella Stefania,
studentessa universitaria che evidentemente li usava con maggiore frequenza.
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Non erano affatto male e
potete immaginare cosa avrei voluto fargli. Purtroppo però il tempo non era
dalla mia parte.
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Scattai quindi questa
fotografia appena prima di udire una voce. Lasciai così gli stivali per
dirigermi in camera dalle ragazze. La porta era ancora chiusa e quindi bussai.
Le due mi rassicurarono di non avermi chiamato e come fossero ancora impegnate.
Non me lo feci ripetere una seconda volta e voltandomi tornai alle calzature
sul davanzale. Volevo però farci qualcosa e quindi mi misi a guardare in giro.
Su di una mensola trovai una bustina di un integratore alimentare. Al tatto appariva morbida e
così pensai potesse fare al caso mio.
Aperta la bustina iniziai a
spremerne il contenuto in uno degli stivali. Dalla fotografia che scattai poco
dopo mi accorsi come la sostanza fosse un po' densa e quindi subito dopo decisi
di spanderla all’interno dello stivale, lungo la tomaia e sulla soletta
interna. Al termine dell’operazione avevo la mano appiccicosa e profumata di
miele. Un toccasana per quella calzatura.
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Toccando la calzatura per
riappoggiarla sul davanzale ne sporcai inevitabilmente anche la pelle esterna.
La restante metà
dell’integratore la riversai nell’altro stivale.
In
questa immagine potete notare alcuni residui visibili anche da una certa
distanza.
Eccoli, il destro e il
sinistro. Uno di fianco all’altro dopo aver ricevuto una bella dose di propoli
rinvigorente.
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Un paio di altre immagini
ancora dell’interno delle calzature. Belle macchiate, come piacciono a me.
Probabilmente la sostanza si sarebbe seccata col passare delle ore e dei giorni e le macchie e l’odore difficilmente se ne sarebbero andate.
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Li avevo conciati per bene ma
ormai era tardi per rimediare. Chissà se Stefania se ne sarebbe mai accorta.

Quel pensiero mi attanagliò
per tutta la festa, dal nostro arrivo come qua sopra alle ore seguenti fino al
brindisi finale. Cercai di distrarmi immortalando le ragazze ma non mi fu
d’aiuto.


Le ragazze mi facevano il
cazzo duro nei pantaloni e più guardavo Chiara, con quel suo abitino così
modellante, con le spalle scoperte, davvero inappropriato per il luogo in cui
ci trovavamo mi chiedevo se solo avesse deciso di indossare gli stivali della
sorella e non quelle dozzinali ballerine che aveva ai piedi. Chissà cosa
avrebbero provato le sue estremità fasciate dal nylon dei collant nel momento
in cui venivano a contatto con l’appiccicoso integratore alimentare. Ovviamente
sfilarsi gli stivali avrebbe voluto dire mostrarci le calze macchiate a me e
all’altra ragazza. Cambiare calzatura sarebbe stato improponibile se non con
anche il cambio di calze. Insomma, avrebbe dovuto tenere gli stivali e
partecipare alla serata con la sensazione fastidiosa per tutto il tempo. Che
spettacolo sarebbe stato ma purtroppo ciò non avvenne.

Vi lascio con quest’ultima
fotografia di Chiara e un’altra ospite, che poi non è altro che quella che ho
usato a casa per segarmi dopo la serata passata col pisello piacevolmente in
tiro.
Fine.