domenica 11 ottobre 2020

SONIA. 02 - Una chewing gum per la sua suola

Fu rivedendo Sonia che mi tornò alla mente un episodio accaduto una sera ad un ristorante, quando eravamo intenti in una cena di classe. Infatti io e la predetta eravamo stati compagni di classe al liceo. Non chiedetemi che mese o anno fosse ne tantomeno come la ragazza fosse vestita quella sera o cosa mangiammo. L’unica cosa che rammento bene e che ho anche avuto modo di immortalare sono state le sue scarpe nere col tacco.


Come potete vedere la ragazza non era affatto male sebbene quando la vidi la prima volta, il primo anno, non era niente di che. Col passare degli anni, come il vino buono, la ragazza è decisamente maturata fino a diventare una bella fighetta. Quella sera si sedette proprio difronte a me e io rimasi stregato dalle sue decollete di pelle nere. La ragazza mi eccitava molto e con qualche bicchiere di vino nelle vene decisi di provare a fare una pazzia. Volendo in qualche modo farle un dispetto o comunque marchiarle le scarpe, decisi di utilizzare una cicca che mi era stata offerta per appiccicargliela sulla suola di una scarpa. 



Ecco il risultato della mia operazione. Sonia non si accorse di nulla. Dopo essermi portato la cicca alla mano ed essermi chinato sotto al tavolo sono riuscito senza farmi scoprire da alcuno ad attaccargliela alla scarpa. Quindi mi sono prodigato ad immortalare il risultato.



Purtroppo la qualità delle immagini non è granché a causa del telefono usato in detta occasione. Si tratta di alcuni anni fa e l’apparecchio ormai sarebbe preistorico.



Come avrei voluto i piedi di Sonia appoggiati sul mio inguine. Sfilarle le scarpe e dopo essermelo tirato fuori farmi fare una bella sega. Eh si è proprio quello che la ragazza si sarebbe meritata, una bella innaffiata per piedi, collant e decollete.


Riecco la fanciulla sorridente ed incurante di cosa avessi fatto alla sua scarpa.



Ancora uno sguardo alla cicca grigia, ben visibile sulla scarpetta. Già mi pregustavo quando qualcuno o lei stessa se ne sarebbero accorti. Poteva essere un evento naturale, difficile ricondurlo ad un atto fatto appositamente da qualcuno.


Purtroppo non andò come pensavo o meglio speravo, infatti ne la ragazza ne alcuno si accorse della chewing gum o comunque glielo fece notare. Nel corso della serata ad un tratto mi accorsi come essa non ci fosse più e capii quindi che si doveva essere staccata da sola probabilmente nel camminare. Fu un peccato ma con Sonia e le sue calzature non era ancora finita.

 

 

continua…

SONIA. 01 - Ritrovata per caso

Mi trovavo presso un locale, intento a filmare una ragazza in stivali. Mi ero accodato a lei dopo aver visto come i suoi tacchi avessero intrappolato delle foglie e del terriccio, probabilmente poiché aveva attraversato un prato o qualche aiuola.


I suoi stivali neri in pelle non mi facevano impazzire ma quella particolarità che si portava dietro mi faceva fantasticare. Chissà come doveva essere stato affondare coi tacchi nel terreno morbido e umido. Chissà se si era accorta di quello che le era rimasto attaccato alla suola e ai tacchi. Forse si era addirittura accovacciata per succhiarlo a qualcuno, incurante di come avrebbe sporcato le sue calzature.


Comunque, mentre mi trastullavo in questi pensieri, dubbi e perplessità, ecco che la mia attenzione veniva carpita da un altro paio di stivali. Questa volta si trattava di un paio di scamosciati di colore verde la cui proprietaria si trovava poco distante.


Ecco qui i due stivali catturati insieme.


In questo movimento della gamba destra potete notare la foglia spostarsi appresso al tacco a cui si trova avvinghiata.


Quando poco dopo la ragazze decise di allontanarsi dalla fila non mi rimase che dedicarmi alla fanciulla con gli stivali verdi. Sollevando lo sguardo dalle sue calzature al suo volto mi accorsi allora come si trattasse di una vecchia compagna di scuola, Sonia.

 

 

continua…

domenica 13 settembre 2020

RITIRANDO DEI REFERTI

Questa storia è fresca fresca, risale infatti a un paio di settimane fa. Mi trovavo presso un presidio ospedaliero per il ritiro di alcuni referti medici e vi confesso come non avessi particolari aspettative visto il gran caldo che faceva. Così, dopo essermi recato all’interno dell’ospedale nell’area apposita e aver ritirato il numero del ticket mi sono seduto in disparte intento a giocare al cellulare. Dopo circa una decina di minuti, alzando lo sguardo verso il monitor che avevo difronte e che segnava il progressivo numerico dei biglietti, la mia attenzione è caduta su una sexy stivalata.



La donna in questione era seduta poco più avanti rispetto a me e ai piedi, come potete notare indossava degli stivali scamosciati con delle frange.


Il suo abbigliamento richiamò immediatamente la mia attenzione così che mi misi a riprenderla col mio telefono cellulare.


Era l’unica ad indossare degli stivali e solo gli uomini presenti avevano anche loro delle scarpe chiuse. Le donne invece indossavano tutte quante sandali o comunque scarpe aperte.



Non ero il solo a rivolgerle attenzioni. Richiamati probabilmente anche dal vociare che stava facendo essendo al telefono, la donna veniva squadrata dalla donna in alto sulla sinistra prima e dall’uomo con la maglietta azzurra poi. Era inevitabile anche per loro non guardarle le gambe che intanto faceva dondolare avanti e indietro. Chissà cosa avranno pensato di lei e dei suoi stivali.


Una nuova zoomata su quegli stivali afflosciati intorno ai polpacci era d’obbligo. Chiaramente si trattava di stivali estivi ma ciò non le precludeva il sudarci dentro in una giornata così afosa come quella che stavamo vivendo.


Purtroppo, poco dopo, una vecchia si frappose tra me e la donna in stivali. Forse cercava di paragonarsi a lei assumendo pure una posa simile. Peccato che a mio modo di vedere non c’è un minimo paragone. La donna in stivali batte decisamente quel sandalo.



Che voglia di gettarle qualcosa nello spazio creatosi tra stivale e polpaccio. Che voglia di avvicinarla e schizzarle addosso dello sperma sullo stivale dopo averglielo magari afferrato e portato all’altezza del pacco e averlo sfregato sul pene durissimo. Beh da come avete capito quella donna, in pieno agosto coi suoi stivali è riuscita a sorprendermi e a farmi fantasticare tante porcherie pure mentre ero intento ad attendere dei referti medici. Ce ne fossero di più di donne così.  

 

 

Fine.

mercoledì 12 agosto 2020

STIVALI VERDI

È raro trovare degli stivali di colore verde, si tratta di una tinta poco usata per delle calzature e credo che anche acquistarne un paio di detta colorazione non sia una cosa molto comune. Forse la proprietaria doveva essere un po’ estroversa o chissà cosa ci aveva trovato in loro. Devo dire comunque che quando mi sono imbattuto negli stivali verdi che tra poco vi mostrerò ne sono rimasto piacevolmente ammirato.


Frequentavo una ragazza e quando questa mi portò nel suo appartamento, un trilocale che condivideva con un’altra coetanea, ecco che mi imbattei negli stivali verdi di quest’ultima. Erano stati lasciati nei pressi del comodino del suo letto e mi parvero subito meritevoli di un’attenta osservazione e non solo.


Dopo la scopata con la ragazza, mentre lei era intenta a farsi una doccia io mi dedicai ad immortalare le fotografie che vi sto mostrando. Sebbene appena svuotatomi, alle prese con quegli stivali mi tornò immediatamente duro.




Stivali modello indianini, verdi in pelle, molto comodi vista l’assenza di tacco, da usare quotidianamente. L’esterno appariva in buone condizioni, non mi rimaneva che sentire l’odore che emanavano.


Non ci fu bisogno di mettere il naso all’interno delle calzature per sentire l’odore fortissimo che proveniva dal loro interno. Si trattava di un odore pungente di cui entrambi gli stivali erano internamente intrisi.

 

Pertanto sebbene all’apparenza sembrassero quasi nuovi, da quel che potei aspirare, gli stivali dovevano essere stati davvero molto usati dalla loro proprietaria. Quell’odore mi mandò in tilt, tanto da volermi segare su di loro.



Con la scusa di fami anche io una doccia, dopo che la mia amica mi ebbe lasciato il bagno mi ci chiusi dentro insieme agli stivali della sua coinquilina. Li appoggiai su di uno sgabello per fargli qualche altra fotografia prima di spassarmela con loro.



Ecco una bella immagine dell’interno dello stivale. La soletta interna era leggermente sfaldata, segno di usura e costante utilizzo. L’odore ancora mi sembra di risentirlo guardando la fotografia. Ci doveva aver sudato dentro così tanto, probabilmente indossandoli pure in primavera o persino in estate. Questi stivali meritavano una bella schizzata e il mio pene ormai sembrava pregarmi di dargli soddisfazione.



Preso dalla foga cacciai di fuori il mio cazzo già bello in tiro e quindi cominciai a masturbarmi guardandoli.



Nel mentre pensavo alla mia amica, chiedendomi cosa sarebbe accaduto se fosse andata in stanza e si fosse accorta della mancanza degli stivali della coinquilina.



Non vi nascondo che da un lato mi sarebbe piaciuto se se ne fosse accorta, l’idea di essere scoperto in quella situazione, in quel preciso momento, dopo la scopata, mi fece montare l’eccitazione in maniera paurosa.



E così, carico da quella fantasia esplosi ben presto nell’orgasmo venendo sullo stivale.



Una sborrata contenuta e depositata sul collo di entrambe le calzature.


Qui potete notare il liquido seminale depositatosi sulla pelle verde degli stivali. Cromaticamente faceva davvero un bell’effetto.



Eccoli visti da due angolazioni differenti con lo sperma che cominciava a colare lungo la pelle.



Avevo un appuntamento con degli amici quella sera ma quando la mia amica mi propose di fermarmi intravidi l’occasione di sborrare per una seconda volta gli stivali della sua amica. Mi facevano troppo impazzire e così diedi buca ai miei conoscenti e decisi di fermarmi. Mentre la ragazza preparava una cenetta che poi si rivelò niente di che, era decisamente meglio a letto che ai fornelli, io me ne rimasi nella stanza a guardare la televisione. O meglio, questo è quello che le feci credere. In realtà non riuscivo a staccare gli occhi dagli stivali della coinquilina che intanto avevo riportato al loro posto. Ancora ne sentivo l’odore mentre fantasticavo su cosa poterci fare. Mi sarebbe piaciuto chiedere alla mia amica di indossarli durante una scopata ma non ne ebbi il coraggio. Nel frattempo giungemmo alla cena e poi ad un film accoccolati sul divano. Quando pensavo di andare al dunque ecco che ricevette una telefonata da un’amica e quindi si spostò in cucina per non darmi fastidio. Rimasto solo con gli stivali, come potete vedere dalla foto sopra decisi di portarli con me in bagno per segarmici una seconda volta.



Fu una sega piuttosto rapida ma che si concluse con una bella colata di liquido seminale all’interno di una calzatura. Ora li avevo macchiati sia dentro che fuori e potevo dirmi soddisfatto. Feci tutto molto in fretta per paura di essere scoperto. Rimessi gli stivali al loro posto mi affacciai in cucina e dopo aver salutato la mia amica che rimase spiazzata, decisi di lasciare l’appartamento. Ve lo confesso, non sarei riuscito a reggere un altro rapporto, ero a pezzi, anzi, svuotato.  

 

 

Fine.

lunedì 6 luglio 2020

LA CORAZZIERA


Pensai subito agli stivaloni indossati dai corazzieri del Presidente della Repubblica quando me li trovai dinnanzi.





Colei che li indossava invece era una giovane madre, accompagnata nel supermercato ove mi ero recato per prendere una semplicissima bottiglietta d’acqua, dal marito e dal figlio.




Stivaloni in pelle nera, con un tacchetto squadrato di pochi centimetri. Decisamente eccitanti.




Presi in mano il mio telefono cellulare e mi misi subito a riprendere quelle gambe stivalate. L’effetto a “V” dello spacco dello stivale mi faceva venire voglia di lasciarle cadere dentro qualcosa ma purtroppo c’era troppa gente in giro e dovetti rinunciare a questo proposito.




La ragazza che portava questi stivali era alta e messa molto bene fisicamente. Pure il piede doveva essere di una certa dimensione come tra l’altro si può notare da questa immagine.




Chissà se indossava quegli stivali con qualche calzino, di cotone o nylon o addirittura a piedi nudi. Immagino che non appena fosse rincasata avrebbe chiesto al suo maritino di sfilarglieli, aveva infatti un atteggiamento molto autoritario nei confronti del compagno che eseguiva come un cagnolino ogni suo ordine.  


Fine.