venerdì 12 giugno 2020

TACCHI E STIVALI DI UNA EX. 01 - Lavinia in treno

Conobbi Lavinia sul treno che ci portava all’università. L’avevo notata durante alcune lezioni comuni essendo una bella fanciulla ma non ebbi modo di avvicinarla sino a quando non ci trovammo nella stessa carrozza del treno. Io cercavo un posto per sedermi e quando vidi cosa la ragazza indossava ai piedi decisi di approfittarne.



Come potete notare calzava degli stivali neri modello “peter pan” che in quel periodo andavano molto di moda.



Subito mi misi a riprenderla con la mia personale fotocamera visto anche i continui movimenti che stava facendo con la caviglia per sgranchirsi.



Sembrava tarantolata da quanto si muoveva o forse eccitata dall’amichetto che aveva dinnanzi a se e con cui stava parlando.



Ipotizzai ci fosse una qualche complicità tra loro vedendo come il ragazzo cercasse spesso di allungare le sue gambe per avere un contatto con quelle della ragazza.


Mentre una gamba era appoggiata sul rialzo a destra l’altra rimaneva sul pavimento.



Era davvero eccitante vedere la ragazza continuare a premere sulla punta dello stivale e il ragazzo che nel frattempo cercava il contatto con lei. Mi pervase persino il dubbio che anche lui fosse attratto dagli stivali di Lavinia.


Eccola qui invece premere sul tallone e sollevare la punta dello stivale.


Sembrava a volte come la ragazza cercasse però di evitare la morsa del giovane che le stava davanti.


Qui potete vedere per bene gli stivali in argomento. Stivali come ho detto di moda, usati da molte giovani per tutti i giorni, in pelle nera e con poco tacco, evidentemente molto comodi.


Passarono pochi secondi che però la bella immagine pulita dello stivale fu oscurata dalle gambe del ragazzo che tornò quasi ad imprigionare in una morsa la calzatura della giovane.



Ero davvero rapito da quella ragazza e dai suoi stivali, cercavo il momento giusto per intromettermi nella discussione che stava avendo con l’amico perché volevo troppo conoscerla.



Nel frattempo non smettevo di riprenderle gli stivali, anche sovrapposti l’uno sull’altro.


Ecco un’ultima immagine degli stivali di Lavinia. Dovetti infatti terminare di riprenderla poco dopo visto che mi intromisi in uno dei suoi discorsi col ragazzo. Preferii infatti dedicarmi alla sua conoscenza e mettere via la fotocamera per non rischiare di essere scoperto. Da quel giorno nacque prima un’amicizia con lei e quindi un rapporto di fidanzamento, maturato nei giorni successivi e frutto di una conoscenza e un feeling che si face sempre più forte. Evidentemente scattò una scintilla che fu davvero intensa per i primi 4 mesi visto che dopo, nei due successivi andò pian piano a spegnersi fino ad esaurirsi. Avrò comunque modo nei racconti successivi di esplicitarvi le mie avventure con gli stivali e un paio scarpe della ragazza, a cui mi dedicai con passione. Per notizia non mi ero affatto sbagliato sul ragazzo del treno che allungava i suoi piedi sugli stivali di Lavinia, ella stessa dopo diverse mie insistenze mi confidò di esserci stata e avergli fatto un paio di bocchini.


continua…

giovedì 7 maggio 2020

LA SEXY GIORNALISTA

Tempo fa un’amica mi chiese di accompagnarla ad una conferenza. Sebbene l’argomento trattato non fosse di mio gradimento decisi di acconsentire, sperando ovviamente di trovare qualcosa di mio interesse. Partimmo già col piede giusto visto che la mia amica decise di calzare ai piedi degli stivali scamosciati neri senza tacco, un paio di calzature da tutti i giorni.



Non appena ci sistemammo all’interno della sala presi a riprenderle le gambe stivalate col mio cellulare.


Lei non si accorse di nulla visto che simulavo di scrivere un sms.


Anche una volta sedutomi accanto a lei non smisi di riprenderla. Prima con le gambe accavallate come qua sopra.



Poi con i piedi quasi paralleli sotto la sedia.




E infine con le gambe allungate in avanti. Nella seconda immagine potete vedere la mia amica fare perno sui talloni probabilmente per sgranchirsi i piedi.



Qui invece riuscii a catturare il momento in cui con la mano destra stava cercando di tirare verso l’alto il lembo di uno stivale.


Segue invece un’ultima immagine della mia amica, questa volta in piedi durante una pausa della conferenza. Ora credo che vi starete però chiedendo cosa centrino queste immagini degli stivali della mia amica con il titolo della storia riferito ad una sexy giornalista. Beh ve lo spiego subito. Fu proprio in una di queste pause che fece il suo ingresso nella sala una ragazza che ritenni poi essere una giornalista, la quale rapì la scena e la mia totale attenzione. Gli stivali della mia amica che fin qui mi fecero compagnia durante la stancante conferenza lasciarono il passo a quelli che tra poco vi mostrerò.


Non credetti ai miei occhi quando la vidi entrare. La donna in questione indossava un vestitino che le lasciava parzialmente scoperte le cosce e ai piedi degli stivaloni neri scamosciati, eleganti e probabilmente anche cari, con un piccolo tacco squadrato. Non potevo perdere l’occasione di immortalarla visto che per mia fortuna si era seduta anche non lontano da me e comunque in una sedia all’estremità della fila.




Ero davvero eccitato da quella giovane fighetta. Incurante quasi di essere scoperto mi misi a riprenderla di nascosto, coprendomi dietro la borsetta di una donna. Non solo indossava degli stivali accattivanti ma ella stessa era davvero bella, un fisico di tutto rispetto, dei capelli lisci e curati e un viso con dei lineamenti perfetti. Insomma, una donna ideale.



Nemmeno quando ad un tratto venne a sedersi un uomo alla mia sinistra smisi di immortalarla. Credo che nulla mi avrebbe fermato in quel momento. Persino se mi avesse scoperto qualcuno mi sarei inventato una frottola perché non potevo smettere di riprenderla. Ero troppo attratto da lei.




Che gambe, quanto era scosciata, che stivali, continuavo a pensare come sto facendo tutt’ora. Che voglia di raggiungerla e dopo essermi inginocchiato ai suoi piedi aprirle la zip dello stivale accavallato, avvicinarci il naso e inspirarne l’odore. Dopodiché passare a sfilarle lo stivale. Ammirarle il piede fasciato dal collant color carne e quindi annusarle prima lo stivale e poi il piede. Un sogno.




Rimasi estasiato quando poco dopo la vidi compiere uno dei gesti che trovo più sexy in assoluto, ovvero tirare a se lo stivale dopo averlo afferrato per l’estremità superiore.  



Sembrava volersi mostrare, richiamare su di se l’attenzione dei presenti con quel gesto. E come potete notare nella foto, nella parte destra, in alto, vi renderete conto come un uomo nella fila davanti si fosse voltato proprio per osservarla, forse richiamato dall’odore di figa.



Si avvicendarono diverse persone alla mia sinistra, qui potete vedere la sagoma di una donna, probabilmente anch’ella giornalista, forse più interessata visto quanto scriveva sul suo block notes. Tuttavia queste persone non riuscirono a impedire il mio intento. Immortalai ancora la sexy giornalista, un’ultima volta. Non ebbi poi la possibilità di avvicinarmi a lei causa la mia amica che mi portò via dalla sala conferenza. Se non ci fosse stata, penso proprio che mi sarei dedicato alla giovane scosciata, cercando di avvicinarmi per poterla riprendere da più vicino, ma d’altro canto se non mi avesse portato lei a questo evento non avrei mai visto la sexy giornalista.
Chissà come proseguì il suo lavoro quest’ultima. Ovviamente sfociando nei pensieri perversi è inevitabile immaginarla intrufolarsi in qualche stanza per ottenere una intervista autonoma con i diretti interessati. Forse tra loro, la cui età non era certo più giovanile, ci sarebbe stato ancora qualcuno pronto a sparare qualche cartuccia e magari ben disposto a scoparsi la giornalista che credo non avrebbe disdegnato un po’ di cazzo visto come era venuta vestita.  


Fine.

martedì 14 aprile 2020

ALLA PISTA DEL GHIACCIO


Durante gli ultimi inverni mi sono accorto come abbiano sempre più preso piede nelle nostre città le piste di ghiaccio temporanee, costruite in breve tempo e messe a disposizione dei cittadini per il periodo natalizio. Ovviamente si tratta di luoghi appetibili ad un cacciatore di stivali come me. Qui di seguito vi racconterò infatti della prima volta in cui decisi di accedervi, non per farmi una pattinata naturalmente ma poiché attratto dagli stivali di una ragazza che vi era entrata.




Dopo aver fatto il biglietto ebbi modo di entrare nella tenda principale, adibita a spogliatoio. Vi erano svariate panche in legno ove gli utenti vi lasciavano sopra qualche indumento mentre sul pavimento le scarpe. Immediatamente raggiunsi la panca che mi interessava, ovvero quella dove erano stati lasciati gli stivali che avevo inseguito.




Con la mia macchinetta fotografica mi misi di nascosto ad immortalare gli stivali in argomento. Non c’era una grande illuminazione all’interno della tenda ma utilizzare il flash sarebbe stato troppo rischioso.




Poco dopo mi sedetti nella panca adiacente a quella usata dalla proprietaria degli stivali e in un momento in cui ero rimasto da solo nella tenda, preso coraggio, allungai la mia mano su uno stivale per fotografarlo meglio.




Quindi avvicinai uno stivale alla mia gamba apponendolo proprio di fianco ad essa.




Presi allora dalla tasca della mia giacca un barattolino di cioccolato semi solido, tipico per le decorazioni dei dolci. Dopo essermi guardato in giro cominciai a riversarne il contenuto nello stivale.



Rassicurato dall’essere solo decisi di scattare qualche fotografia avvalendomi del flash. In questa potete notare l’interno dello stivale e il cioccolato filante al suo interno.




Non pago di quanto fatto tornai a riversare ulteriore cioccolato nello stivale appoggiato alla mia gamba.




Cercai di riversare più cioccolato possibile all’interno di quella calzatura.



Terminata la mia operazione gettai lo stivale vicino al suo compagno. 



Alzatomi in piedi scattai queste ultime due fotografie approfittando sempre dell’essere rimasto solo all’interno della tenda. Quindi me la diedi a gambe. Non potevo rimanere li e attendere il ritorno della proprietaria degli stivali poiché sarei stato sicuramente scoperto. Così me ne andai via senza aver messo piede sulla pista del ghiaccio. Poco male, non ero andato li per quello ma per fare quello che avete visto. Avevo ancora il cuore che batteva all’impazzata mentre mi allontanavo e forse la poca lucidità o il panico per l’immenso danno procurato allo stivale della ragazza non mi permise di rimanere lucido e rimanere ad attendere la sua uscita dal tendone che col senno di poi mi sarei voluto godere appieno.  


Fine.

martedì 10 marzo 2020

PUNTE BAGNATE


Stavo consultando il tabellone della sala d’attesa di un ospedale quando con la coda dell’occhio notai una persona di sesso femminile venire a sedersi su delle poltroncine che si trovavano a fianco a me. Mi voltai per osservarla scoprendo come si trattasse di una donna di mezza età. Quando poi il mio sguardo si abbassò ovviamente per verificare che tipo di calzature indossasse non potei fare a meno di notare come ai piedi avesse un paio di stivali marroni. Quello che più mi sorprese era la condizione in cui versavano le punte di quegli stivali.




Le calzature in argomento erano di pelle marrone come potete notare e le punte erano decisamente bagnate fradice. Fuori evidentemente si era messo a piovere davvero tanto per ridurgliele in quella maniera.





Senza indugio estrassi il mio telefono cellulare con cui mi misi ad immortalare le calzature bagnate della donna.





Poco dopo la donna si alzò ma per mia fortuna non se ne stava andando via. Era solo indecisa a quale postazione recarsi. Sfruttai quindi quel momento per continuare a riprendere i suoi stivali bagnati.




Mi chiedevo osservandola se sentisse i propri piedi bagnati, se avesse intrisi d’acqua non solo gli stivali ma anche i calzini che presumevo indossasse.




Chissà in quali pozzanghere era finita camminando per strada mi chiesi fissandola. Tuttavia, notando come il resto della calzatura fosse esente da macchie d’umido, da perverso feticista quale sono mi prospettai anche una situazione ben diversa che avrebbero potuto aver vissuto gli stivali della donna. Forse qualcuno con la mia stessa passione aveva fatto un bel regalino a quella donna, riempendole la punta degli stivali di qualche liquido così da bagnarglieli in quel modo. La donna a quel punto o si sarebbe trovata costretta ad indossarli suo malgrado oppure la cosa non le dispiaceva affatto. Se non fosse stata una giornata di pioggia forse la versione che mi sono immaginato sarebbe stata più plausibile di quella reale.  


Fine.