lunedì 11 marzo 2019

NON AVENDO ALTRO A DISPOSIZIONE. 01 - La prima esperienza con un paio di ugg

Devo dire come inizialmente non credessi affatto nella loro possibile carica eccitante. Sebbene la prima volta che li vidi furono indosso a Pamela Anderson mentre si trovava in spiaggia in una puntata di “Baywatch”, e guardandola pensai quanto fosse ridicola, trovarmici faccia a faccia fu ben diverso. Sto parlando degli stivali modello ugg.


Questi che vedete sono i primi con cui mi sono imbattuto.



Appartenevano ad una mia coinquilina e una sera che non avevo altro con cui dilettarmi, decisi di volerci fare una più approfondita conoscenza una volta entrato in bagno e dopo averli trovati sotto al calorifero intenti ad asciugare.



Così cominciai a visionare con maggiore attenzione quegli stivali.



La suola dimostrava quanto fossero vissuti e vi posso anche assicurare come dal loro interno fuoriuscisse un certo odorino maleodorante.



Devo dire come non avessi mai avuto alcun debole per la loro proprietaria ma più osservavo quelle calzature e ne scoprivo un cm dopo l’altro e più mi rendevo conto come le cose stessero prendendo una piega differente.



Eccitato pensai di non farmi sfuggire questa opportunità.



Posizionatomi così sopra di loro, decisi di segarmi fino a riversare il mio sperma in quelle calzature che avevo appoggiato sulla tavoletta del gabinetto.



Come potete vedere indirizzai uno schizzo dopo l’altro dentro lo stivale di destra.



Più che schizzi, a dire il vero si poté definire una leggera colata di sperma.



Una volta terminata la venuta non mi rimase che immortalarne il risultato.


Piacevolmente soddisfatto del risultato e sicuro di come la morbida pelliccia interna di quello stivale si sarebbe impregnata al meglio del mio liquido seminale, riposi poco dopo gli stivali dove li avevo trovati, confidando che la proprietaria non si sarebbe accorta di nulla e sicuro del fatto che i caloriferi sotto cui si trovavano avrebbero favorito l’evaporazione dello sperma.


continua...

martedì 12 febbraio 2019

IL FASCINO DEGLI STIVALI BIANCHI. 04 - Un crescendo di degradazione


Purtroppo non ci furono gli sviluppi che speravo con Giulia ma almeno potei rifarmi sempre coi suoi fottuti stivali bianchi. Di seguito vi racconterò un crescendo di eventi degradanti a cui sottoposi le sue calzature in svariati incontri. 





In questa prima occasione trovai gli stivali di Giulia sul tappetino del bagno dopo che la ragazza li aveva usati poco meno di un’oretta prima. Per prima cosa mi misi a scrutarne l’interno allo scopo di beneficiare dell’odore che emanavano.





Dopodiché, dandone una ulteriore sbirciata e non potendo permettermi di masturbarmi, decisi di aprirne l’imboccatura per prepararmi a farci cadere dentro della saliva.




Lasciai così cadere nello stivale dei grumi ravvicinati di saliva.




Quindi afferrai subito dopo l’altro stivale, quello sinistro.



A quel punto sputai un po’ di saliva anche in quella calzatura.



Volli infine immortalare il risultato con la mia macchinetta fotografica.



In questo secondo caso invece, una volta entrato in possesso degli stivali della ragazza, senza che questa se ne accorgesse, prendendoli dalla scarpiera, mi misi a masturbarmi furentemente con loro. Ricordo in questo caso come si trattasse di un lunedì pomeriggio. Ero molto eccitato e bramoso di maltrattarle gli stivali visto che l’aveva vista nel sabato sera trascorso, indossarli in una discoteca.



Carico come una bestia volevo impregnare quelle calzature dell’odore del mio cazzo così ce lo passavo sia sopra che dentro.



Per permettere al mio uccello di meglio scivolare sulla pelle degli stivali decisi di lasciarci cadere sopra della saliva.



Questa ben presto cominciò a scivolare sino a raggiungere prima il tallone e poi il tacchetto dello stivale.



Quindi ripresi a segarmi con lo stivale con minore attrito.



Avendo voglia di venire posizionai gli stivali sul water. Poi, prima di riprendere la sega interrotta volli scattare una fotografia all’interno dello stivale di sinistra perché ben presto l’avrei riempito di sperma.



Talmente ero eccitato mi ci vollero solo pochi istanti dopo aver ripreso a segarmi per venire nello stivale di Giulia.



Dopo le prime gocce depositatesi lentamente nella pelle interna ecco arrivare un potente schizzo.



Godetti davvero tanto nello sborrarle brutalmente l’interno dello stivale. Ero davvero felice di approfittarmi ogni volta che potevo degli stivali di Giulia. Più passava il tempo e più in me cresceva il desiderio di sporcarglieli, anche perché lei, nel frattempo, non smetteva di indossarli, a scuola e al di fuori, sempre in bella mostra con i suoi stivali bianchi da troietta.



Questa volta, a differenza dell’episodio degli sputi, dopo aver scattato qualche fotografia decisi di ripulire parzialmente quanto fatto, temendo che la ragazza, rimettendo a breve le sue calzature sborrate avrebbe potuto accorgersi di quanto fatto.



Quando tempo dopo l’ultima sborrata di cui sopra, probabilmente trascorso un mesetto, Giulia decise di festeggiare il suo compleanno con una serata presso la sua abitazione, portai i suoi stivali al degrado finale. Credo che vederne le macchie di sperma seccate sulla pelle interna dello stivale contribuì molto a portarmi a fare quello che sto per raccontarvi.



Ricordo come la ragazza per la serata indossasse delle scarpette gialle col tacco, molto invitanti e da troia ma questa è un’altra storia. Ciò, tuttavia contribuì a permettermi di avere mano libera sui suoi stivali. Non aspettai come al mio solito quando la festa era ormai terminata e tutti erano stravolti per fiondarmi sulle calzature che bramavo ancora di marchiare. Così, mentre la cena era in fase di preparazione, i ragazzi giocavano alla play o si preparavano le canzoni per la serata, io mi defilai e presi gli stivali dalla scarpiera li portai al bagno. Non potevo segarmi e con la saliva avevo già dato. Tuttavia mi scappava da pisciare e quindi, perché sprecare la mia orina per la tazza quando l’avrei potuta fare negli stivali della mia amica.



Mi avvicinai così agli stivali che avevo posizionato nella tazza e poco dopo, rilassandomi, iniziai a pisciare.



Passai dallo stivale di destra a quello di sinistra e viceversa per diverse volte, cercando di distribuire in egual misura la piscia.



Ne scaricai davvero parecchia e non mi volevo fermare. Continuavo a pensare alla innocente ragazza che non poteva immaginare cosa stessi facendo.



Quando ad un tratto gli stivali, probabilmente appesantiti dall’orina si afflosciarono su un lato non volli comunque interrompere la pisciata ma continuai portandola a termine sulla pelle esterna dello stivale, sia con getti diretti che con una sorta di pioggia.


Scattai allora delle fotografie.



Dopo quelle esterne ecco quelle interne. Gli stivali erano impregnati della mia orina. Sia dentro che fuori. A quel punto non mi rimase che svuotarli nel water e poi rimetterli nella scarpiera dove li avevo trovati. Così feci perché al momento di uscire non incontrai nessuno per fortuna. Mi godetti la serata bevendo e festeggiando con Giulia e gli amici felice di quanto fatto alle calzature della ragazza. Fu l’ultima volta che le vidi, evidentemente la ragazza trovò gli stivali malconci tempo più tardi. Magari li trovò freschi di piscio o magari con il liquido asciutto ma troppo impestati di cattivo odore. Comunque sia, i suoi stivali bianchi avevano ricevuto il giusto trattamento. La mia frequentazione con Giulia non scemò affatto ma preferii non entrare nell’argomento stivali bianchi, evitandole di chiederle come mai non li mettesse più, per paura di poter essere associato a quanto fatto loro, dato che il colpevole per lei rimaneva ignoto.


Fine.