venerdì 10 aprile 2026

CHEDLIA. 01 - Fermato per strada

Stavo andando a fare una commissione quando per caso, lungo la strada, notai un viso conosciuto. Si trattava di una ragazza che avevo conosciuto in un bar qualche mese prima. Incrociati gli sguardi fu lei la prima a salutarmi e io ricambiai. Poiché indossava un outfit interessante decisi di non limitarmi ai convenevoli. Per mia fortuna lei ricambiò, chiedendomi come stavo e cosa facessi da quelle parti. Quando per un attimo dovette occuparsi del bambino che si trovava nel passeggino che spingeva, decisi di azionare il mio telefono cellulare.




Dalle immagini potete notare come indossasse dei pantaloni di pelle neri e degli stivali scamosciati grigi.




Gli stivali apparivano caldi, con la pelliccia interna ben visibile a seguito del risvolto superiore.




Le chiesi poco dopo da che parte stesse andando e quindi, avuto conferma come fosse la mia stessa direzione, pensai di accompagnarla per un tratto.




Nel frattempo continuavo a riprenderla.




Era una ragazza madre, di origine marocchina. Un dettaglio che quella sera al bar doveva essermi sfuggito.




Purtroppo di faccia non mi piaceva ma i suoi stivali ormai avevano calamitato la mia attenzione.




Cercai di non pensare a loro mentre camminavamo ma non era facile.




Soprattutto quando finì in pieno in una pozzanghera.




Mentre le mi parlava io mi chiedevo se si fosse bagnata il piedino.




Parlava un sacco, stava ripercorrendo la sua vita come aveva già fatto quella volta al bar.




Ma questa volta io facevo finta di esserne interessato.



Mi disse poco dopo come fossimo vicini a casa sua e dovesse svoltare.



Non avendo fretta mi proposi di proseguire la strada con lei.




Non fu una scelta sbagliata.




Poiché il marciapiede si fece stretto mi ritrovai alle sue spalle.




Senza interrompere la ripresa ovviamente.




Devo ammettere che la voglia di palparla c’era eccome.




Se avessi sollevato un po' l’apparecchio le avrei anche immortalato il fondo schiena.




Aveva un passo un po' lento, forse potevo darle una spintarella.




O forse era fatto apposta, per farsi ammirare e desiderare.




Eccola qui di lato invece, a seguito di un cambio di direzione.




E poi nuovamente alle sue spalle.




Intanto eravamo arrivati al punto che si parlava di me: di cosa facessi, se fossi fidanzato o meno ecc….  




E quasi sotto casa sua.




Ero combattuto perché se da un lato cercavo di essere un po' schivo, per paura di essere frainteso e temere che lei potesse pensare ad un qualche interesse da parte mia nei suoi confronti, dall’altra parte ero tentato di farmi trasportare intravedendo l’opportunità di mettere le mani sulle sue calzature.




Alla fine prevalse la voglia provocatami dai suoi stivali.



Così mentre la ragazza si apprestava a prendere le chiavi di casa mi resi disponibile a farle un lavoretto domestico che mi aveva proposto visto che il marito sarebbe stato assente per un po' di giorni.



Forse avevo fatto la scelta sbagliata ma al momento decisi in base all’istinto. L’avrei scoperto solo prossimamente.

 

 

continua…

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