martedì 9 settembre 2025

ALL'AEROPORTO

Mi trovavo su un treno diretto all’aeroporto. Non vedevo l’ora di partire per le meritate vacanze. Con me la mia fedele fotocamera che ancora prima di partire trovò qualcosa di interessante da immortalare.




Quelli che indossava questa donna straniera non erano certo degli stivali che reputavo super sexy ma nel complesso avevano il loro fascino.




Credo stesse andando pure lei all’aeroporto ma visto che con se aveva un giacchino, la sua destinazione non era di certo calda come la mia.



Ecco un’ultima immagine dei suoi stivali che probabilmente aveva comprato nel suo paese d’origine non avendoli mai visti prima.



Giunto in aeroporto con largo anticipo mi misi subito a caccia come potete vedere.




Questa ragazza che probabilmente era pronta a partire per qualche isola spagnola come me abbinava ad una canottierina e degli shorts ad un paio di stivali indianini marroni in pelle.




Con la fotocamera in mano mi misi subito a seguirla e filmarne la camminata.




Che bei polpacci e che belli quegli stivali.



Si sarebbe meritata una bella palpata di culo, sebbene questo fosse nascosto.




A pochi metri da loro, alle spalle, continuavo nelle mie occulte riprese.




Da un lato sperai di ritrovarmeli sull’aereo, con lei magari seduta nel posto dinnanzi al mio.




Più la osservavo e più mi arrapavo.




Piegata così potrete immaginare cosa abbia pensato la mia mente perversa.




Per pochi istanti mi avvicinai, tanto da catturare questa immagine ravvicinata dei polpacci e degli stivali della giovane. Come sarebbe stato bello vedere del liquido seminale colare lungo quella pelle fin dentro le calzature.




Poi fu lei ad avvicinarsi al sottoscritto.



Così facendo mi permise di catturare questa immagine. Una porzione del suo viso carino e uno strano gesto della mano che da questa foto sembra essere diretto al seno. Un’istigazione a palparle le tette.




Lasciata la ragazza di prima, la mia attenzione fu rapita da un’altra giovane stivalata.




Andava di corsa ma per mia fortuna ben presto si fermò.



Andò infatti a sedersi su una sedia per l’attesa.




Mentre la osservavo ronzandole intorno la ritenevo ancora più porca della ragazza di prima.




La vidi appoggiarsi alle valigie. Appariva distrutta.



Eccola da un’altra angolazione, con la sua coscia in bella evidenza.




Fugacemente riuscii a catturare il suo viso. Era davvero molto carina. Sebbene apparisse sola non potei permettermi di avvicinarmi poiché qualche istante dopo dovetti recarmi all’imbarco per le procedure di rito. Ovviamente questa ragazza rimase nei miei pensieri, anche quelli più intimi. Come avrei voluto vederla mentre passava i controlli di sicurezza. Chissà se ad attenderla ci fosse stato un feticista come me. Avrebbe avuto l’occasione di metter le mani su quegli stivali. Nel vederla avvicinarsi a lui avrebbe cominciato a pregustare il controllo bagnandosi le labbra con la lingua. Fattole allargare le braccia avrebbe cominciato a passarle il metal detector lungo il corpo, dall’alto in basso. Mentre lei riponeva le braccia lungo il corpo, lui le passava lo scanner sugli stivali che avendo le fibbie metalliche provocavano i consueti rumori di allarme del metal detector. Lo sentii quindi portare le sue grosse mani sullo stivale destro, premendolo e tastandolo sul dorso e collo del piede. Così forte da poter sentire le dita dei piedi. Ecco poi l’addetto sollevare la testa per guardare la ragazza e chiederle di rimuovere lo stivale appena tastato. Facendo perno sul tallone con la punta dell’altro stivale, la giovane ubbidisce sfilandosi lo stivale. Il piede è uscito fuori allo scoperto, in bella vista al controllore e ad altri viaggiatori in coda. Le unghie dipinte attirano ancora di più l’attenzione. La ragazza si sentiva in imbarazzo, non volendo appoggiare il piede sul pavimento sporco dell'aeroporto. L’uomo ha fatto prima scivolare le dita sulla pianta del piede nudo per verificare la presenza di oggetti e quindi si è messo ad ispezionare lo stivale, spingendo le dita più in profondità che poteva dentro la calzatura. Magari la ragazza in imbarazzo si sarebbe preoccupata che il suo stivale potesse essere umido o emettere qualche odore sgradevole. Pochi istanti dopo l’uomo tolse la mano dallo stivale posandolo sul pavimento, così da permettere alla ragazza di riprenderlo e infilarselo. Venne allora il turno dell’altra calzatura. Dopo aver toccato lo stivale dappertutto, l’agente della sicurezza posò le mani nuovamente sopra le dita dei piedi. Spostò quindi la sua mano sinistra sul collo dello stivale sinistro e la sua mano destra all'esterno del bordo superiore della stessa scarpa. Ha iniziato lentamente a far scivolare su entrambi i lati della calzatura la mano fino a quando non ha preso il bordo nuovamente per sfilarlo. La ragazza abbassando il capo ha notato questa volta l’uomo sfilarle lo stivale. Il controllo al piede e allo stivale si è ripetuto, con l’agente che al momento di frugare pesantemente in fondo alla calzatura ha pensato bene di fissare la giovane con un ghigno sul viso. Ora le sue dita si erano impregnate per bene del puzzo degli stivali e del sudore di piedi della giovane. Magari il controllo avrebbe suscitato imbarazzo e un po' di umiliazione alla giovane ma di sicuro all’uomo della sicurezza e qualche altro viaggiatore, una vigorosa erezione nei pantaloni.

 

 

Fine.

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